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La Durezza dell’Acqua: Cos’è e Come Misurarla

La durezza dell’acqua è da intendersi come il contenuto globale nel campione analizzato di sali di calcio e di magnesio. Alcuni di questi sali, quali carbonati e ossalati, presentano una solubilità estremamente bassa, e tendono anche a temperature ambiente a precipitare. Se, poi, si riscalda ulteriormente la temperatura il processo di precipitazione risulta accelerato, e per tale ragione si vengono a creare incrostazioni calcaree sugli impianti idrosanitari, sulle stoviglie o sul bucato.

Si deve precisare che non tutti i sali di calcio e di magnesio disciolti in acqua tendono a precipitare, ve ne sono alcuni (quelli che rappresentano la durezza temporanea), che effettivamente precipitano, e quindi non restano disciolti in acqua. Altri, invece, come i cloruri o i solfati, essendo molto solubili rimangono in soluzione, e questo potrebbe risultare un problema per chi, per ragioni di salute, deve assumere basse quantità di calcio o magnesio. Infatti se si utilizzano acque dure per dissetarsi, questi sali permangono in essa disciolti. Se un soggetto ha predisposizione a sviluppare calcoli renali, questo potrebbe essere un problema, accelerandone il processo di formazione.

Per questa ragione, ma anche per preservare l’integrità delle varie componenti di elettrodomestici quali lavatrici o lavastoviglie, è bene essere al corrente della durezza dell’acqua, cosicché si possa preventivamente intervenire abbassandola attraverso l’ausilio di addolcitori. L’unità di misura utilizzata per misurare la durezza è, in genere, quella dei gradi francesi. In media gli esperti consigliano di consumare acque che hanno una durezza che vira dai 15, ai 50 gradi francesi.

La misurazione della durezza può avvenire senza grandi difficoltà attraverso l’impiego di appositi kit, che vengono venduti online, ma anche nei negozi fisici, a prezzi contenuti ed accessibili a tutti. In questi kit viene fornita una provetta di opportune dimensioni, nella quale dovrà essere aggiunta una quantità indicata di acqua, e una boccetta contenente un agente chelante, in genere l’EDTA, acronimo di acido etilendiamminotetracetico, che nell’operazione viene definito anche titolante. Un chelante è un agente chimico, che grazie alle sue proprietà chimico fisiche riesce a formare dei solidi legami con ioni carichi positivamente, quali sono il calcio ed il magnesio.

Durezza Acqua

Durezza Acqua

I complessi che si ottengono precipitano, ed il precipitato è ben visibile e valutabile, così da non lasciare dubbi circa la valutazione. Concretamente ciò che si fa è prelevare una quantità dell’acqua che si vuole analizzare e depositarla all’interno della provetta. A questo punto si aggiunge goccia a goccia il chelante EDTA, che conferirà all’acqua una colorazione rossastra. A quel punto si deve continuare ad aggiungere EDTA, e l’aggiunta deve essere interrotta quando la colorazione da rossastra diverrà verde-azzurra. Questa variazione cromatica è il viraggio, e sancisce il punto in cui si è aggiunta una quantità di titolante sufficiente a complessare tutti gli ioni presenti in acqua.

Durante la misurazione si devono contare le gocce di soluzione aggiunta, perché a seconda della quantità di titolante inserita fino al viraggio, si potranno estrapolare valori di durezza differenti. I kit in commercio per una misurazione fai da te, sono molto affidabili. Se infatti si tenta di ripetere l’operazione di misurazione su un campione già analizzato in laboratorio, si può facilmente notare una corrispondenza quasi univoca tra i valori.

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